EPR Tessile: aperta la fase di consultazione pubblica

foto: sito ministero Ambiente e della sicurezza energetica
Il 3 aprile, il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase) ha pubblicato lo schema di decreto per l’istituzione del regime di Responsabilità estesa del produttore (EPR) per la filiera dei prodotti tessili di abbigliamento, calzature, accessori, pelletteria e tessili per la casa.
Contestualmente è iniziata la fase di consultazione pubblica aperta a tutti i soggetti, pubblici e privati, fino al prossimo 5 maggio. Questi operatori inviare contributi e osservazioni sullo schema di decreto secondo le modalità disponibili al seguente link: https://www.mase.gov.it/pagina/schema-di-decreto-listituzione-del-regime-di-responsabilita-estesa-del-produttore-la-filiera.
Lo schema di decreto stabilisce che i produttori individuino misure finalizzate a promuovere e incoraggiare la realizzazione di centri per il riutilizzo, per favorire il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti usati. In quest’ottica, sono tenuti a favorire le attività di riparazione di prodotti tessili usati, promuovendo la diffusione di reti nazionali e locali di riparatori, per sviluppare modelli circolari che rappresentino un’alternativa economicamente vantaggiosa al fast-fashion.
Nella bozza di decreto sono stati fissati specifici obiettivi di raccolta differenziata dei rifiuti tessili post-consumo per l’avvio a preparazione per il riutilizzo, riciclaggio e recupero, calcolati rispetto all’immesso sul mercato di prodotti tessili nei tre anni precedenti: almeno il 15% in peso entro il 2026, almeno il 25% in peso entro il 2030, almeno il 40% in peso entro il 2035.
Per il raggiungimento di questi obiettivi, i produttori saranno tenuti a versare ai sistemi di gestione – organizzati in forma consortile – un contributo ambientale per la copertura dei costi necessari per fornire servizi efficienti di gestione dei rifiuti. Il contributo ambientale copre i costi per la gestione del fine vita dei prodotti tessili immessi sul mercato nazionale nell’anno solare precedente. Inoltre è impiegato per accrescere l’efficienza della filiera, e per investimenti in ricerca e sviluppo di soluzioni volte a migliorare le attività di separazione e riciclo dei componenti dei prodotti tessili giunti a fine vita, e delle fibre tessili più difficilmente recuperabili.
Come anticipato, nella bozza di decreto è previsto che i produttori adempiano agli obblighi di responsabilità estesa tramite sistemi di gestione istituiti sotto forma di consorzi che devono essere aperti alla partecipazione degli operatori economici interessati, assicurando il rispetto del principio di trasparenza e di non discriminazione. Una volta adottato il decreto in materia di responsabilità estesa del produttore, i sistemi potranno avviare l’iter istruttorio per poter essere riconosciuti dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica.
La bozza, infine, prevede la costituzione di un Centro di Coordinamento per garantire il necessario raccordo tra i consorzi operanti, la rendicontazione dell’attività di raccolta differenziata, l’omogeneità dell’operatività dei sistemi di gestione, nonché per coordinare principalmente il ritiro dei rifiuti conferiti ai punti di raccolta gestiti dai gestori del servizio di igiene urbana e, quando necessario, di quelli conferiti ai punti di raccolta selettivi istituiti dai consorzi.